"Nella mente ha origine la sofferenza; nella mente ha origine la cessazione della sofferenza"
Budda



Disturbi d'ansia

L’ansia è un disturbo molto comune: ne soffre circa una persona su 20 ed in alcune persone è così frequente e cronica da incidere sulla vita quotidiana.
Ogni persona ha avuto occasione di provare ansia. Ad esempio, quando ci troviamo di fronte a situazioni nuove, inaspettate o pericolose, avvengono in ciascuno di noi delle normali attivazioni fisiologiche (aumento del battito cardiaco, respiro accelerato ecc.) che servono a mantenerci pronti a fronteggiare non solo i pericoli ma anche le più comuni sfide quotidiane. Tuttavia a volte accade di iniziare a sperimentare un’ansia eccessiva, un’ “ansia cattiva” che invece di predisporci all’azione e di renderci più pronti, ci blocca sia fisicamente che mentalmente, facendoci sperimentare sensazioni molto sgradevoli. Chi soffre d’ansia non ne riconosce l’utilità e diffida di ogni forma della sua presenza, quindi anche quando l’ansia si manifesta come reazione naturale, la persona ansiosa avverte un segnale negativo. Ne deriva una preoccupazione crescente che arriva a compromettere la prestazione del momento.
Le prime manifestazioni dell’ansia spesso coincidono con un periodo particolare di stress, poi il disturbo si può mantenere anche se le condizioni esterne cessano di essere particolarmente stressanti.

    L’ansia si manifesta diversamente da persona a persona, ma in genere le sue caratteristiche sono:
  • Pensieri ansiosi (es. “Farò una figuraccia”, “Non sarò all’altezza”, “Mi sentirò male...”)
  • Emozioni ansiose (paura, timore, ansia, panico)
  • Sensazioni corporee alterate (tensione muscolare, respirazione veloce, battito cardiaco accelerato, sudorazione profusa, sensazioni di svenimento, vertigini...)
  • Comportamenti alterati (agitazione, aumento/diminuzione appetito, evitamento di certe situazioni...).

L’ansia è una “categoria allargata” di cui fanno parte molti disturbi fra cui:
Disturbo da attacchi di panico: Un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale la persona sperimenta sintomi come attivazione fisica (palpitazione, sudorazione, mancanza d’aria, brividi, vampate ecc.) e psichica (es. paura di morire, di svenire, di avere un infarto, di impazzire), che si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti;
L’ansia generalizzata: chi ne soffre riferisce sensazioni di ansia o apprensione associate ad una generale incapacità di rilassarsi o a sintomi come esaurimento muscolare e irritabilità. Le preoccupazioni possono riguardare qualsiasi aspetto della vita quotidiana: lavoro, amicizie, problemi economici, la propria salute o quella dei familiari, possibili incidenti ecc. e l’oggetto delle preoccupazioni può cambiare anche frequentemente;
Le fobie: paura marcata ed intensa di fronte ad un oggetto specifico (es. fobia degli animali);
Ipocondria o ansia della salute: caratterizzata da una preoccupazione eccessiva e infondata riguardo alla propria salute, con la convinzione che qualsiasi presunto sintomo avvertito dalla persona o una qualsiasi visita medica di routine, possa essere segno di una patologia.
Ansia sociale: una marcata e persistente paura di trovarsi in situazioni o di compiere delle prestazioni pubbliche (es. parlare, mangiare in pubblico) dove l’individuo può provare imbarazzo perché si sente giudicato dagli altri.
Disturbo ossesivo compulsivo: presenza di ossessioni, cioè di pensieri, impulsi o immagini ricorrenti che si presentano frequentemente e senza una motivazione adeguataalla coscienza dell’individuo, che pertanto tenta di ignorare o sopprimere mettendo in atto comportamenti detti, compulsivi. I temi principali legati al disturbo sono: la pulizia, la superstizione, il controllo, la sessualità.
Disturbo posttraumatico da stress: la persona ha provato, assistito o si è trovata di fronte ad un evento che ha implicato la morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia alla propria integrità fisica o a quella degli altri, reagendo con una risposta di paura intensa, sentimenti di impotenza o di orrore. L’evento traumatico viene successivamente rivissuto in maniera persistente attraverso ricordi spiacevoli, sogni, flashback, reazioni psicologiche o fisiologiche intense di fronte a stimoli che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico. In seguito all’evento si verificano sintomi come difficoltà del sonno, irritabilità, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme.

Le risposte più comuni per far fronte all’ansia sono l’ “evitamento”, cioè scappare dalle situazioni temute (es. evitare luoghi chiusi, non usare la macchina o mezzi pubblici, evitare sforzi fisici) o l’attuare “comportamenti protettivi” (uscire solo se accompagnati, portarsi dietro i farmaci, controllare le vie d’uscita). Sfortunatamente il sollievo che otteniamo è solo temporaneo e così facendo l’ansia si mantiene e si cronicizza rendendo sempre più difficile affrontare le situazioni temute.

TRATTAMENTO
La terapia cognitivo comportamentale è la terapia maggiormente utilizzata per i disturbi d’ansia. Numerose ricerche hanno mostrato che è efficace nel trattamento di panico, fobie, disturbo d’ansia sociale, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo ossessivo ed altre patologie.
Essa si basa in primis, sull’ utilizzo della psicoeducazione (dare informazioni sul proprio disturbo) al fine di accrescere la consapevolezza di ciò che accade e sull’individuazione di tutte le componenti che determinano il circolo vizioso dell’ansia (fattori scatenanti, sintomi, attribuzioni, comportamenti di evitamento e protettivi). Ciò consentirà di fare maggiore chiarezza su ciò che accade creando la possibilità di apprendere pensieri e comportamenti alternativi da attuare nelle situazioni problematiche. Successivamente si agisce prevalentemente con l’obiettivo di ristrutturare i pensieri individuati alla base del disturbo. Questa prima parte del lavoro comporta già talvolta un miglioramento della sintomatologia. L’ultima fase della terapia è l’ esposizione graduale, come lo stesso nome suggerisce, implica l’esposizione graduale della persona a situazioni e oggetti temuti . Essa permette di sentirsi sempre più in grado di controllare la situazione sperimentando un progressivo abbassamento dei livelli di ansia.

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01-05-2016 04:04

Spesso usiamo tutte le nostre energie per trattenere altri legati a noi. Dovremmo invece ribaltare il nost...